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Olimpiadi Rio 2016 e il rischio droni. Sicurezza pubblica contro libertà individuale. Oggi i droni,


Nei giorni scorsi sono apparsi numerosi articoli sulla stampa internazionale e sui blog technologici a riguardo dell'accordo tra il governo brasiliano e alcuni produttori di droni come DJI per bloccare via software il sorvolo di aree sensibili durante le Olimpiadi. In altre parole il software dei droni di questi produttori è stato aggiornato alla prima connessione in rete (contro la volontà o a insaputa dei loro proprietari) affinché non eseguissero eventuali traiettorie di volo non permesse in sei zone aree in Rio de Janerio e in zone specifiche in Sao Paulo, Brasilia, Belo Horizonte, Manaus e Salvador.

PIU' FACILE A DIRSI CHE A FARSI!

In realtà come spiega bene l'articolo di The Verge "How Brazil is trying (and failing) to keep drones away from the Olympics" pubblicato il 8 agosto a questo link, non è così facile impedire a droni di sorvolare zone vietate. Ben tre droni sono passati sopra lo stadio durante la cerimonia di apertura venerdì sera, gettando nel panico le forze dell'ordine. Erano solo droni di curiosi, ma potevano benissimo portare un payload nocivo come esplosivo o armi atte a sparare (si veda il mio post sul convegno Israeli Conference on Robotics, dove si è ampiamente parlato dei droni modificati dai terroristi in armi da guerra).

DRONEBLOCKER

Per cercare di bloccare anche queste intrusioni le forze dell'ordine brasiliane hanno acquistato otto sistemi DroneBlocker prodotti dalla società brasiliana IACIT, che consistono in un set di telecamere, sensori, software di riconoscimento e cannoni elettronici Jammers che sparano impulsi atti a confondere il segnale di guida del drone e a prenderne il controllo. Il video qui sotto (link: https://youtu.be/XptoCT0TCl0) mostra il sistema in funzione.

DRONEDEFENDER Un altro strumento di contromisura elettronica è prodotto dalla società statunitense Battelle. In questo caso si tratta di un arma a spalla molto simile a un fucile di un film di fantascienza. L'operatore inquadra il drone ostile ed emette un cono di impulsi che permettono di prenderne i controllo e portarlo a terra. Il video lo trovate qui: https://youtu.be/zX4XXLb_Vuw

SICUREZZA CONTRO LIBERTA' INDIVIDUALE?

Questa è la cronaca dei fatti. Resta però il dubbio che in una società sempre più dipendente da sistemi elettronici connessi alla Rete le qestioni di sicurezza possano facilemente travalicare sulla libertà individuale. Il fatto che il robot di mia proprietà possa subire modifiche al software di gestione a mia insaputa non mi rende molto tranquillo. Almeno vorrei saperlo! Sembra paradossale ma io, che ho disabilitato gli aggiornamenti automatici di Windows, sono il felice possessore di uno smartphone russo Yotaphone 2 il cui costruttore dichiara che nel sistema operativo c'è una backdoor che permette al suo governo di entrare nel mio telefono in caso di necessità...

DAI DRONI ALLE AUTO AUTONOME. IL PASSO E' BREVE...

Oggi sono i droni, domani saranno le auto a guida autonoma? Certo, guardiamo i vantaggi: ad esempio nelle domeniche "senz'auto" o nei giorni a traffico limitato basta che il Comune interessato faccia mandare (dall'autorità che gestirà il sistema infrastrutturale di controllo del traffico automatico) le necessarie istruzioni a tutti i veicoli connected bloccandogli l'ingresso in città o nella zona a traffico limitato con risparmio di pattuglie, blocchi stradali e uomini delle polizia locale a controllare i varchi. Il software di guida autonoma gestirà gli ordini ricevuti avvisando il guidatore (meglio dire il passeggero) che alcune zone della città sono interddette. Ancora, in caso di incidente sul percorso che l'auto sta seguendo il sistema di controllo può fare prendere una rotta alternativa ai veicoli evitando così l'imbottigliamento e le code chilometri in cui ogni tanto ci troviamo coinvolti. Questo modello di gestione sarà facile da mettere in atto visto che il nuovo paradigma del trasporto su strada prevede il boom di auto condivise (pay-per-use in car sharing) a discapito del classico modello economico di proprietà del mezzo finora prevalente. C'è anche il rovescio della medaglia: potrei salire su un veicolo la cui destinazione viene cambiata contro il mio volere, magari per lo sciopero improvviso degli addetti al sistema di gestione del traffico automatico, che decidono di fermare le auto a sorpresa (oggi siamo abituati agli scioperi selvaggi di autoferrotrasportatori), e possono farlo avendo il controllo del sistema.

E questi sono solo alcuni semplici esempi dei tanti che i futurologi stanno sviluppando sull'auto autonoma. Concludendo, è possibile opporsi al progresso? O meglio, a questo progresso che potrebbe limitare la nostra libertà di scelta e di utilizzo dei beni di nostra proprietà? Voi che ne pensate?

#drones #OlympycsRio2016 #DJI #antidronesystems

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